Le attività estrattive sono una minaccia per il territorio?

logo_sgi_tras_530Un geologo lavora spesso in contatto con la natura, e di solito si considera un ambientalista (magari tenendo in considerazione che guida una macchina, usa energia, ecc.). Il geologo che lavora in una azienda che si occupa di esplorazione e ricerca di idrocarburi, magari anche piccola, si trova oggi quasi nella posizione di preferire non dirlo troppo in giro…

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Chi ha paura degli idrocarburi?

image.phpDa qualche tempo gli idrocarburi spaventano gli italiani e non solo. Più o meno accade da quando nel 2010 una piattaforma è esplosa nel Golfo del Messico in USA e si sono avute ingenti fuoriuscite di greggio arrivare fino ad inquinare le coste. Un disastro. Ma a nulla servono gli appelli degli addetti ai lavori volti a chiarire come le condizioni di lavoro e l’assetto geologico dei nostri mari siano totalmente diversi dal Golfo del Messico. In genere le compagnie petrolifere vengono viste come dei grossi bulli che fanno un po’ come pare loro, in barba a leggi, controlli e sorveglianza. Non è così. In Italia i controlli sono ferrei. Se è vero che negli anni 60-70 le compagnie “facevano come pareva loro”, oggi a sversare porcherie in mare si viene “beccati” subito! Le nostre leggi sono tra le più restrittive in Europa per quel che riguarda questo settore. E per fortuna! Tutto si svolge alla luce del sole. Esiste una polizia mineraria, enti come ISPRA e ARTA che monitorano continuamente le attività estrattive, regolate da severissimi vincoli ambientali che, se non rispettati, possono portare al blocco immediato delle stesse.

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Sismicità, commissione ICHESE e Laboratorio Cavone

map_haz4Dopo il terremoto dell’Emilia del 2012 e media hanno dato largo spazio alle supposizioni, paure e congetture riguardanti le possibili responsabilità delle attività legate ad estrazione di idrocarburi nella Pianura Padana. Il risalto è stato tale che la Regione Emilia Romagna decise di incaricare una commissione di esperti per chiarire l’accaduto. Fece molto scalpore il fatto che il rapporto della commissione fu reso pubblico solo dopo due mesi dalla conclusione dei lavori, cosa che non fece altro che alimentare i dubbi su come in realtà stessero le cose.

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Incontro informativo sul referendum del 17 aprile 2016 relativo alle concessioni minerarie nei mari italiani

logo_sgi_tras_530Incontro informativo sul referendum del 17 aprile 2016 relativo alle concessioni minerarie nei mari italiani

11 aprile 2016

Aula 1 – Dipartimento di Scienze della Terra
Sapienza Università di Roma

Piazzale Aldo Moro, 5 – ROMA Continue reading

Conferenza su Esplorazione & Produzione di Idrocarburi in Italia

logo_sgi_tras_530Conferenza su Esplorazione & Produzione di Idrocarburi in Italia: il punto di vista dei geologi del petrolio e della protezione ambientale

Roma, 8 aprile 2016

Dipartimento di Scienze, Università Roma Tre
sede Torri Aula G –Largo San Leonardo Murialdo, 1 – ROMA

Scarica le presentazioni da questa pagina (a breve saranno disponibili tutte)

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Intervista a Pierluigi Vecchia

Chiamatelo pure lavoro sporco ma  in oltre un secolo e mezzo di attività nell’oil&gas e 7 mila pozzi perforati, in Italia si è verificato un solo incidente rilevante con inquinamento ambientale. E’ una voce informata e autorevole a sostenerlo. Pierluigi Vecchia, geologo, che da 20 anni lavora nel settore oil&gas in Italia e all’estero, è membro della Commissione Energia  dell’ordine dei Geologi del lazio e membro del Consiglio Direttivo  della Società Geologia Italiana. Insomma l’attività di perforazione e lo sfruttamento di idrocarburi non è poi così pericolosa come la descrivono il fonte No Triv? Continue reading

Intervista a Carlo Doglioni

Già pubblicato su Gocce di Verità il 26 maggio 2014

Carlo Doglioni, Professore ordinario di Geologia all’Università Sapienza di Roma, Presidente della Società Geologica Italiana e Accademico dei Lincei.

In qualità di esperto geologo, qual è il Suo giudizio sul Rapporto Ichese?

La prima considerazione è come sia stato possibile nominare una commissione per valutare se un progetto di stoccaggio di gas allo stadio di carta bollata possa aver generato un terremoto: è come chiedere se il pensiero sia realmente in grado di muovere le montagne. Il rapporto Ichese fa un’analisi delle conoscenze dell’area emiliana e suggerisce che venga realizzato un modello geomeccanico dell’area del terremoto, e siano adottate delle prescrizioni da definire per le attività future di sottosuolo. In questo penso che il rapporto sia stato comunque utile. Tuttavia, per l’opinione pubblica, l’unica informazione che rimane sono le conclusioni del rapporto, che non escludono una possibile relazione tra il pozzo petrolifero di Cavone e il terremoto emiliano del 2012, conclusioni che hanno innescato una reazione a catena, in cui l’ipotetica connessione per molti si è trasformata in certezza.

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In rete gira una strana notizia…

logo_sgi_tras_530In rete gira una strana notizia, secondo la quale questo sito è un fake che usa il logo della Società Geologica Italiana in modo improprio.

Allora dovremmo spiegare un po’ come funziona: questo è il sito ufficiale della Sezione di Geologia degli Idrocarburi della Società Geologica Italiana, la più antica e rappresentativa associazione scientifica italiana nel campo delle geoscienze (http://www.socgeol.it/848/sezione_di_geologia_degli_idrocarburi.html). Moltre altre Sezioni della SGI hanno analoghi siti o blog o profili sui social. Continue reading

Petrolio e geologia

logo_sgi_tras_530Da “La rivista italiana del petrolio” n. 33 del 1965.

Occorreva la civiltà moderna coi suoi mezzi per avviare l’uomo dentro la terra, come sopra il cielo, e come oggi si cerca di vincere lo spazio, ogni giorno si cerca di penetrare sotto i nostri piedi. Fu proprio la ricerca del petrolio ad offrire una possibilità decisiva per la conoscenza del sottosuolo, dando modo di perforare centinaia di migliaia di pozzi sempre più profondi onde il geologo potesse indagare a chilometri di profondità sotto la superficie terrestre. Continue reading